martedì 23 maggio 2017

Concludendo:Torino Jazz Night

Sempre sabato 20 parte la Torino Jazz Night una specie di sarabanda musicale tra Piazza Vittorio, Via Po, Piazza Carlina e altre zone del vituperato centro città che ricorda un pò le sovrapposizione e le corse che si dovevano fare fino allo scorso anno per seguire alcuni concerti del TJF.

In realtà c'é un prodromo venerdì 19 che comprende il duo Chiappetta/Stolfi, un Live Contest Show (qualsiasi cosa ciò possa significare), un concerto di una che sembrebbe una big band, ma che non si sa se lo sia e che genere suoni e uno dei ben 2 tributi ad Amy Winehouse. Ora io vorrei capire perche a 'sto giro ci debbano essere ben 2 concerti/tributo ad una cantante sulla quale ci sono più di una riserva dal punto di vista musicale. Ho controllato per scrupolo, nessuno dei due é un Concerto Martini e Rossi.

Torniamo a sabato 20, quando tra le 18 e le 23 sono previsti 23 appuntamenti (uno ogni 13 minuti).
Va bene, alcuni sono Dj Set, alune sono non meglio precisate performances multidisciplinari e quindi tutto pattume evitabile, ma alcune cose potrebbero essere interessanti, ad esempio l'omaggio a Trovajoli fatto da Fulvio Chiara, Fabio Gorlier insieme al simpaticissimo Marco Piccirillo, 15 minuti dopo l'inizio del loro spettacolo al fondo di Via Po, parte in Piazza Vittorio Travelling Minds con Albini, Degani e -soprattutto- Gilson Silveira che vale sempre la pena di sentire.
Ma tanto io ero lì soprattutto per l'orchestra del Maestro Canello  spin-off della Bandakadabra che ha il grosso vantaggio di essere molto meglio ed avere un repertorio di gran lunga migliore del trashume balcanico buono solo per tamarri ubriachi e rissosi. Ha solo un difetto: che cazzo ci fa una chitarra in una dixieland band? Nulla, Ferian é bravo, ma superfluo (come gran parte dei chitarristi manouche).
L'orchestra Canello ha riproposto per festeggiare i 100 anni dall'uscita sul mercato discografico Livery Stable Blues dell'Original Dixieland Jass Band, quello che viene generalmente indicato come il primo disco jazz della storia, ma che in realtà alla Storia ci é passato soprattutto per essere stato il primo a vendere 1.000.000 di copie e per le cause sulla paternità del pezzo.
La Canello é formazione di tutto rispetto ed é sempre un piacere sentirla e -per la prima volta da 4 giorni- ho visto formarsi spontaneamente capannelli di persone per sentire la musica. Per carità il dixie é molto "easy" e ci trovavamo sabato sera in Piazza Vittorio Veneto per cui la gente ci sarebbe stata comunque... però lo stesso discorso poteva valere per chi si esibiva nel disinteresse generale a Porta Nuova. Sono quindi propenso a ritenere che la scelta musicale e gli esecutori abbiano contribuito alla creazione di un uditorio parecchio folto. Come spesso ho notato con la Canello Gipo di Napoli era molto più calmo, ritmico e controllato del solito e ciò ha reso molto più rilassati e rilassanti i 3 set fatti in tre punti della Piazza.
Alle 21.15 al Mad Dog, locale di una simpatia più unica che rara, si presentava l'ennesima biografia di Miles con quartetto di musicisti di prim'ordine e senza una tromba. Ma tanto poi c'é la Jam, si si, la "open jam"... che non so se sia più jam o più open.
Avrei poi molte altre cattiverie in serbo per questa giornata sciagurata con un cartellone sconclusionato e dispersivo, ma parlare male di Bandaradan, piuttosto che di altri sarebbe come picchiare un bambino che caga.
Solo una cosa ha attirato la mia attenzione dal primo momento il cui l'ho letta per l'idea che s'é immediatamente creata nel mio cervello: la Denitto World Session.
Non faccio ironie stupide su l povero Gianni Denitto perché sono anni che il suo cognome viene storpiato in Denitto e Castigo, Denitto Santapaola piuttosto che frasi tipo "perdersi il concerto di Gianni sarebbe un Denitto". No,
A me 'sta roba della Denitto World Session ha fatto pensare ad un momento di espansione tipo "oggi Torno, domani Il Mondo" e mi sono immediatamente trovato ad immaginare l'evoluzione della Denitto W. S. in "Denitto Annette la Polonia" nel 2018 e "Denitto sottomette l'Entropia" nel 2019.
Poi mi sono fermato e mi sono un pò vergognato, si.. forse Denitto World Session sembra un titolo un pò pretenzioso, ma se fai una serata di World Music e se alla fine non sei nemmeno poi questo egotico borioso che ho immaginato nella mia mente chissenefrega.
Mi sono fatto due sorrisi e tanti saluti.

E soprattuto tanti saluti al festival più sciapo, anonimo, negletto ed ignorato che abbia mai avuto la ventura di vedere.

Grazie NJ, grazie organizzatori, mi avete dato tanti spunti per esercitare il mio cinismo ed il mio disprezzo per il genere umano.

Però non é il caso che per farmi un favore l'anno prossimo rifacciate 'sta cagata di Festival, io altri motivi di cinismo e disprezzo li trovo senza troppi sforzi.

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