domenica 21 maggio 2017

Aberrazioni Jazz parte seconda: la pagliacciata della Call Pubblica

Per prima cosa mi permetto un preambolo serio in tutto questo tripudio di nonsense,,,

La Call Pubblica, anticamente chiamata Bando Pubblico, prevedeva l'assegnazione di fondi per 7.000,00 euro ad ogni progetto selezionato dalla commissione in base ad un sistema di punteggi. In partenza era prevista l'assegnazione agli 8 migliori classificati che poi per motivi "misteriosi" sono diventati 10.
Ora a me questo sistema pare veramente squalificante dal punto di vista qualitativo e sono sicuro allarghi ulteriormente il vulnus tra chi può permettersi di suonare gratis e chi deve mantenersi suonando.
Cerco di spiegarmi meglio, un musicista qualificato lavora per un minimo di 100 euro a data per cui un quintetto (che chiamerei il minimo sindacale per un evento musicale come Musica comanda) costa 500€, a cui va aggiunta l'EMPALS e la graziosa SIAE. Facendo tutti i forfait possibili per questo genere di manifestazioni diciamo che una esibizione di un quintetto costa di minimo e senza il service 700€, dividiamo 7.000 per 700 e vediamo quanti eventi si possono fare senza che nessun altro guadagni un euro per lavorare... 7.000/700 = 10.
Se chi organizza decide giustamente che almeno delle spese deve rientrare presumo che il numero di quintetti ingaggiabili al minimo sindacale per esibizioni scenda verso i 7.
Bene, mi pare che ben poche delle associazioni abbiano organizzato così poche esibizioni e soprattutto con musicisti qualificati, ma "anonimi", il che significa che o i musicisti noti suonano per queste associazioni gratis perché possono permetterselo in quanto altrimenti stipendiati o perché in parte o del tutto strettamente collegati con le associazioni organizzatrici.
Il festival musicale diffuso sul territorio che era stato pensato per popolarizzare e diffondere il jazz sul territorio cittadino alla fine -anche grazie ai quattro soldi stanziati per il progetto- é diventato nella maggior parte dei casi una serie di saggi di scuole di musica, vari showcases dei relaitivi insegnanti e tanti tanti dilettanti allo sbaraglio.
Con un sentito grazie alle nuove generazioni di musicisti freelance che per pagarsi da vivere non possono suonare gratis o quasi.

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